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Patologia delle dita

Indice degli argomenti

Patologia dell'apparato flessore

Tenosinoviti

Conseguono più spesso a lesioni tendinee da corpo estraneo (punture di spina ad esempio). Dal punto di vista ecografico si può visualizzare un versamento peritendineo, in tal modo si rende visibile la guaina sinoviale normalmente non evidenziabile.

Rotture tendinee dei flessori

In caso di rottura del tendine flessore si ha perdita del disegno fibrillare, rimpiazzato da una zona ipo-anecogena ispessita rispetto al tendine, corrispondente alla guaina sinoviale distesa (fluido, sangue, tessuto cicatriziale). La conferma si ha con la movimentazione del dito che causa aumento di tale area senza la movimentazione del tendine. La rottura parziale è difficile da differenziare dalla tendinopatia: in entrambe si osserva aumento di spessore fusiforme associato ad interruzione focale di alcune fibre.

In ogni caso, occorre misurare l'area ipo-anecogena e localizzare i frammenti di tendine sano.

Dito a scatto (o Morbo di Notta)

Colpisce indifferentemente uomini e donne di qualsiasi età e si osserva talvolta anche nei neonati. Le cause di questa patologia non sono ancora completamente chiare, tuttavia appare più evidente una associazione tra uso intenso della mano con conseguente infiammazione della guaina tendinea (ripetuti movimenti di presa, uso delle forbici o di cacciavite, ecc.). I musicisti sono frequentemente colpiti e tra le patologie associate vi sono la gotta, l'artrite reumatoide e la Sindrome del Tunnel Carpale.

Si tratta di una tenosinovite stenosante che coinvolge quelle strutture della mano deputate alla flessione delle dita verso l’interno, ovvero tendini flessori e pulegge. Pollice, anulare e medio sono le sedi più comuni di questa patologia. Il dito a scatto si caratterizza per il blocco o scatto nel passaggio dalla flessione all'estensione del dito, causato da ispessimento o ipervascolarizzazione della puleggia A1 oppure da una tendinopatia dei tendini flessori sottostanti. Si possono descrivere noduli tendinosici a monte o a valle della puleggia che determinano difetti nella flessione (dita lunghe) o difetti di nell'estensione (pollice). Generalmente l’infiammazione della guaina tendinea coinvolta stenotizza i tendini, i quali si dilatano a monte dell’ostacolo, formando un nodulo.

Lesioni delle pulegge

Le pulegge interessate sono la A2 e A4 del 3° e 4° dito. La rottura della puleggia si ha in caso di improvvisa tensione di un dito in flessione (sport di arrampicamento). La puleggia danneggiata risulta ispessita e ipoecogena e non opera più la normale contenzione del tendine flessore sulla corticale ossea. La distanza tra il tendine e la corticale in prossimità della puleggia danneggiata risulta aumentata (>1 mm) per la presenza di una raccolta ipo-anecogena.

Patologie articolari croniche

Artrite reumatoide (AR)

Nell'artrite reumatoide l'ecografia può diagnosticare precocemente, rispetto alla radiografia, le erosioni della corticale ossea. Nell'AR si hanno segni ecografici di infiammazione delle metacarpo-falangee prossimali (MCF) e delle interfalangee prossimali (IFP), caratterizzati da ispessimento, versamento e segnale color-doppler. Spesso è associata una tenosinovite dei flessori.

Capitolo pubblicato in data 16/04/2012

Rassegna multimediale dal sito You Tube.com.

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